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AIUTA
LA FONDAZIONE
La "Fondazione Maria Grazia Balducci Rossi per i più bisognosi" Onlus è una fondazione senza fini di lucro con scopi umanitari. Curare, educare e sostenere minori, donne e anziani non autosufficienti è il nostro obiettivo.
"Aiutare significa condividere le proprie risorse con chi ne è privo, ma solo quelle risorse che possono rendere l'altro capace di crearsi una propria autonomia, una progressiva indipendenza anche da chi l'ha aiutato."
T.Rossi

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16 anni vicini ai più bisognosi: dalla Costa d’Avorio ai nostri concittadini colpiti dal terremoto

Rubrica del Presidente

 

 

 

 

La Fondazione Maria Grazia Balducci Rossi ha iniziato il suo sedicesimo anno di impegno costante in Costa d’Avorio, dove ha costruito e gestisce una struttura polivalente che comprende un Centro d’Accoglienza e un Centro Sanitario.


Giorno dopo giorno, mantenendo fede alla nostra missione, abbiamo proposto percorsi di autonomia ed emancipazione. Abbiamo costruito canne da pesca e insegnato a pescare. Salvo in caso di emergenza, non abbiamo mai  distribuito del pesce. Per la Fondazione, l’emancipazione dal bisogno, laddove possibile, è una conquista di autonomia che rende le persone libere, anche da chi le ha aiutate.

 

Con questo spirito, oggi, abbiamo avviato nuovi contatti con il Governo ivoriano, per fare il punto della situazione e valutare lo stato attuale della popolazione del villaggio di Yakassé-Feyassé, così da comprendere quali siano le effettive priorità d’intervento nell’area. La Fondazione continuerà a sostenere l’Associazione ivoriana Fondation Maria Grazia Balducci Rossi pour les plus nécessiteux, riconosciuta dal governo stesso come ONG, definendo con essa, progetti dedicati ed obiettivi specifici.

 

Nel corso di questi anni, in silenzio, molti altri progetti sono stati realizzati in Italia, guardando agli anziani, alle famiglie con disagio, ai giovani indifesi. Con la stessa attenzione, oggi, non possiamo non guardare ai nostri concittadini marchigiani colpiti dal terremoto. Ed è proprio a loro che ci rivolgiamo con grande dolore, ma anche con la speranza che, attraverso progetti mirati e interventi concreti, si possano gettare le basi per costruire un nuovo futuro.

Dove finiscono gli aiuti? 

Come vengono spese le risorse?

Perchè è importante chiederselo e verificarlo.


 

Molte delle organizzazioni del terzo settore, non tutte per fortuna, in nome dell’impegno per aiutare i poveri, chiedono soldi attraverso tutti gli strumenti possibili e immaginabili.

 

Io credo che sia un dovere sociale interrogarsi su dove finiscano questi soldi. Invito tutti i donatori a porsi questa domanda che sarebbe, tra l’altro, solo un primo passo verso la trasparenza.

 

A distanza di qualche mese, inoltre, il donatore dovrebbe fare un’altra domanda: “Come sono stati impiegati i soldi da me donati?”. E sarebbe giusto che possa averne facile evidenza.

 

Porsi queste due domande è fare qualcosa di sociale ed è importante pretendere una risposta.

 

La mia preoccupazione è che troppe organizzazioni siano diventate, e lo saranno  sempre più, delle “organizzazioni-società”. Non organizzazioni umanitarie, quindi, ma “fabbriche” di nefandezze e di ingiustizie.

 

Quante persone vi lavorano? Con quali stipendi? Quali sono le spese organizzative reali che sostengono e quanta parte effettiva delle attività svolte è realmente volontariato?

 

Sono sicuro, anche se vorrei tanto sbagliarmi, che non sono rari i casi in cui più del 60% delle donazioni viene destinato a costi interni di gestione e a spese per stipendi e che solo una parte minoritaria rientra nelle attività effettiva di aiuto e sostegno. Tutto ciò non è accettabile.

 

 

Queste organizzazioni sono più simili a vere e proprie “stipendiopoli” che di onlus hanno solo il nome e non il fine di aiutare le persone bisognose. 

 

Chiedere e verificare è un gesto di alto valore sociale che deve necessariamente accompagnare quello del donare. E’ per questo che, da sempre, ho basato l’attività di sostegno ai bisognosi della Fondazione sul valore della trasparenza.

 

Se saremo in molti a chiederci dove finiscono gli aiuti e a verificare come vengono spese le risorse, sicuramente raggiungeremmo dei risultati concreti a favore dei bisognosi e contribuiremmo a diffondere la cultura dell’aiuto, della trasparenza e dell’onestà.

 

Mi farebbe piacere ricevere un vostro pensiero, il racconto di una vostra esperienza per migliorarci insieme e per migliorare il mondo dei tanti operatori del Terzo Settore che si rivolgono ai bisognosi per aiutarli.

 

 

 

Per scrivere al Presidente, lasciare un commento o proporre un argomento per la rubrica scrivere a info@fondazionebalduccirossi.com

 

Poveri o bisognosi?

A chi si rivolge la fondazione e perché.


 

Nel campo delle attività sociali operano molte realtà, organizzate in forme differenti. Abbiamo ONG, cooperative, fondazioni, non tutte sono Onlus.

 

Molte di queste trovano ampio spazio nei media, che ne raccontano la storia, ne promuovono raccolte fondi, spesso, troppo spesso a nostro avviso, “in nome dell’aiuto ai poveri”.

 

E’ su questa ultima parola che vorrei iniziare a fare delle considerazioni. Aiutare i poveri cosa vuol dire? Quale è il discrimine che rende una persona povera?

 

E’ povero uno che ha uno stipendio da 1.000 euro e non arriva alla fine del mese, ma che ha un’auto di proprietà, un cellulare, un televisore e riesce ad andare a cena al ristorante qualche volta, seppur poche? Sono povero io che non ho un elicottero rispetto ad uno che lo ha? Parlare di poveri e mostrare la povertà fa effetto sul pubblico. Ma è sempre opportuno?

 

Io direi che  bisognerebbe non parlare più di poveri ma di bisognosi.  Parliamo di come aiutare i bisognosi e cerchiamo di capire chi è realmente tale.

 

I bisogni prevalenti per un essere umano sono la salute, il lavoro, l’accesso al cibo per sostenersi, l’affettività, la comprensione, la tolleranza e il rispetto. Chi non ha questo e non ha i mezzi per procurarselo è un bisognoso.

 

Quindi, noi dobbiamo impegnarci a dare agli esseri umani almeno quanto necessario al bisogno di sopravvivenza e di inserimento socio-affettivo.

 

E’ per questo che la Fondazione opera, per aiutare i bisognosi che sono individuabili in coloro che non hanno salute, lavoro, cibo e affetto.

 

E' auspicabile che si apra un dialogo su questi temi affinchè tutti possano partecipare e contribuire a far crescere e consolidare una coscienza collettiva comune. 

 

Nel prossimo appuntamento parleremo di dove finiscono gli aiuti, come vengono spese le risorse e del perchè è importante chiderselo e verificarlo direttamente.

 

Per scrivere al Presidente, lasciare un commento o proporre un argomento per la rubrica scrivere a info@fondazionebalduccirossi.com

 

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Il taccuino della solidarietà

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